Sicurezza e IoT

Gli oggetti smart  presenti ormai in ogni aspetto della quotidianità (smart home, smart city, Industria 4.0, etc.) producono un’enorme quantità di dati, che vengono tipicamente memorizzati sul cloud. Questi dati hanno un grande valore, sia per chi li ha prodotti che per altri. Infatti, possono essere utilizzati per condurre analisi complesse, anche combinando dati prodotti da soggetti diversi (analisi collaborative). Tuttavia, i soggetti produttori di dati potrebbero essere disposti a metterli a disposizione di altre società e organizzazioni e/o per condurre analisi collaborative solo a patto di mantenere il controllo sugli stessi. Ad esempio, una compagnia industriale potrebbe essere disposta a condividere i dati prodotti da certi macchinari presenti nel proprio impianto produttivo solo a patto che i suoi dati non vengano mai usati per condurre analisi collaborative in cui sono coinvolti i dati di società concorrenti. Oppure, una smart TV visualizza contenuti che richiedono la presenza di un adulto solo fino a che riconoscono un adulto tra le persone che la stanno guardando.

Il sistema di controllo dell’utilizzo dei dati condivisi in ambiente Cloud che mostreremo durante la Notte dei Ricercatori del Cnr ha proprio lo scopo di associare ai dati una specifica politica di controllo dell’utilizzo (Usage Control), e di fare rispettare questa politica al momento in cui i dati vengono effettivamente utilizzati. L’applicazione della politica di usage control potrebbe anche portare all’interruzione di azioni che implicano l’utilizzo di certi dati qualora tale politica, che era soddisfatta quando le azioni sono state iniziate, venga violata a causa di un cambiamento nel contesto di accesso.

Luci personalizzabili

 

 

Il progetto si propone di offrire un sistema personalizzabile per il controllo delle luci e di altri dispositivi. A questo scopo l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Cnr (Isti-Cnr) sta sviluppando una piattaforma tecnologica che unita alle applicazioni esistenti e ad un sistema di sensori installati nell’ambiente è in grado di raccogliere e analizzare informazioni rilevanti sull’utente e sull’ambiente (cambiamenti nello stato fisico ed emotivo, livello di luminosità dell’ambiente) e rispondere con un supporto personalizzato che può fornire reminder, per ricordare all’utente attività ad esso utili (attività fisica, appuntamenti) o allarmi, per segnalare situazioni di emergenza (fughe di gas, cadute). Le applicazioni esistenti vengono sottoscritte alla piattaforma che si occupa di gestire il comportamento adattivo e interconnesso di queste. La personalizzazione avviene mediante l’uso di regole specificate dall’utente usando un paradigma di programmazione EUD (End-User Development) basato su regole trigger-action. Al manifestarsi di un evento/condizione il sistema attiva le azioni precedentemente stabilite dall’utente o suggerisce nuove regole in relazione alle informazioni contestuali rilevate.

L’attuale progetto PETAL (AAL), utilizza tale piattaforma per il supporto di anziani che presentano un disturbo cognitivo lieve (MCI). Numerosi studi dimostrano che un adeguato uso delle luci può aumentare la capacità di riconoscere gli oggetti e di orientarsi nello spazio, migliorare l’equilibrio, la stabilità e il controllo posturale. L’obiettivo è quello di prolungare il tempo di autonomia degli anziani nella loro casa supportandoli nelle attività quotidiane.

La guida al laboratorio tramite un robot umanoide

I robot si stanno muovendo dall’ambito industriale e scientifico alla vita quotidiana. In un futuro ormai vicino, avremo la possibilità di cooperare con i robot nel nostro ambiente di apprendimento e lavorativo, per questo è importante studiare le possibilità offerte dalle capacità fisiche e cognitive che essi possono offrire per ottenere il massimo del beneficio da questa cooperazione. Presenteremo alcune delle funzionalità di Pepper, un robot umanoide prodotto dalla Softbank e oggetto di studio dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Cnr (Iit-Cnr). soprattutto per la sua capacità di interagire in modo empatico con l’utente. L’esempio proposto riguarda il suo uso come assistente in un laboratorio di ricerca. Il progetto si inserisce all’interno di una ricerca più ampia che ha lo scopo di collegare il robot umanoide con una piattaforma di personalizzazione di regole e permettere all’utente non solo di personalizzare le applicazioni e i dispositivi esistenti ma anche il comportamento del robot, rendendo le sue funzionalità e i suoi sensori facili da controllare da chi non ha esperienza nell’ambito della programmazione di sistemi multi-modali complessi come questo.

Le iniziative all'Area della Ricerca di Pisa